Anche il diabete di tipo 1 più frequente nelle zone con molti fast food.

DiGiacomo Trapani

Anche il diabete di tipo 1 più frequente nelle zone con molti fast food.

Le aree vicine ai fast food sono dei punti caldi per il diabete di tipo 1, zone in cui la frequenza della malattia sembra aumentare. Così suggerisce oggi uno studio pubblicato su Journal of Endocrine Society che ha incrociato i dati di prevalenza del diabete nella città di New York con quelli di distribuzione dei fast food, scoprendo una curiosa correlazione.

Il diabete non è una sola malattia. Classicamente se ne distinguono (almeno) due tipi: quello di tipo 1, anche detto giovanile, e quello di tipo 2, anche noto come diabete alimentare. Malattie accumunate da elevati livelli di glucosio nel sangue, ma con cause diverse. A scatenare il primo è una reazione autoimmune, in cui il sistema immunitario indirizza il proprio attacco contro il pancreas, distruggendo le cellule che producono l’insulina, l’ormone che permette l’assorbimento del glucosio e il suo utilizzo per la produzione di energia. Il diabete di tipo 2 invece è caratterizzato da un’insufficiente produzione di insulina e da insulino-resistenza, ovvero dall’incapacità delle cellule di rispondere a dovere all’ormone.

Manifestazioni simili con cause diverse, si è sempre creduto: “Tradizionalmente, abbiamo associato il diabete di tipo 1 con la genetica e il diabete di tipo 2 con l’obesità“, ha aggiunto David C. Leedella New York University School of Medicine in New York, tra gli autori del paper. Ma il quadro potrebbe essere più complicato di quanto creduto, e l’influenza dell’ambiente nel diabete di tipo 1 essere maggiore di quanto stimato, così come maggiore potrebbe essere quella della genetica nel diabete di tipo 2, continua Lee.

Questo almeno sembrano suggerire i dati dello studio retrospettivo effettuato dagli scienziati, che hanno incrociato i dati sulla prevalenza del diabete tra adulti e bambini con quelli di richieste di soccorso registrate tra il 2009 e il 2013 a New York per residenti con diabete (tipo 1 e 2, di cui erano noti anche gli indirizzi delle abitazioni) e con la prevalenza di ristoranti e piccoli negozi alimentari. Lo scopo, spiegano i ricercatori nel paper, era quello di identificare eventuali hotspot della malattia, cercare cioè associazioni tra stato di salute e ambiente, nel particolare cercando di portare alla luce, se esistenti, differenze nella prevalenza dei diversi tipi di diabete per l’area analizzata.

L’analisi così condotta ha mostrato che la prevalenza di diabete era maggiore soprattutto in prossimità delle cosiddette paludi alimentari (food swamps, aree ad alta densità di fast food e junk food), con l’eccezione dei bambini con forme di diabete alimentare, concentrate invece in aree ad alta prevalenza di neri. Questo, secondo i ricercatori potrebbe trovare spiegazioni ammettendo un ruolo della genetica nel caso di diabete di tipo 2. I ricercatori hanno anche osservato come mediamente il tipo 1 fosse associato con redditi più elevati rispetto al tipo 2, associato a redditi più bassi.

Si tratta di dati preliminari e la cui forza – e significato – hanno bisogno di essere confermati e approfonditi, ma che suggeriscono come sia necessario continuare ad indagare sulle cause ultime del diabete in tutte le sue forme e capire come e perché in alcuni casi, e zone, sia più frequente che altrove.

Riferimenti: Journal of Endocrine Society

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