Diabete e obesità in Sicilia: troppo alto il numero di pazienti, la FDS esprime preoccupazione

DiGiacomo Trapani

Diabete e obesità in Sicilia: troppo alto il numero di pazienti, la FDS esprime preoccupazione

 

LA SICILIA TRA LE REGIONI CON IL PIU’ ALTO NUMERO DI PERSONE CON DIABETE: LA FDS ESPRIME PREOCCUPAZIONE

Nell’isola 304.456 le persone che si dichiarano con il diabete

Una fotografia davvero preoccupante quella che viene fuori dall’ultimo rapporto  di “ITALIAN DIABETES & OBESITY BAROMETER REPORT”. Un rapporto che affronta la patologia diabetica attraverso un confronto continuo sulle tematiche cliniche, sociali, economiche e politico-sanitarie

I dati che emergono dallo studio confermano che la preoccupazione, da tempo  vissuta,  dalla Federazione Diabete Sicilia è fondata. Chiaramente in una regione come la Sicilia dove le condizioni socio economiche e le maggiori difficoltà di accesso alle cure determinano una percentuale più alta di persone che ne sono affette.

In Sicilia iI 6,0% della popolazione si dichiara diabetico e nella  nostra regione c’è una prevalenza dell’obesità infantile e del diabete superiori rispetto alla media nazionale.

Nel 2000 era l’unica regione del Sud con una prevalenza grezza al di sotto della media il che indica una velocità di crescita della patologia nel successivo decennio particolarmente marcata.

Il tasso standardizzato di mortalità per diabete ridotto per il sesso femminile, ma non per quello maschile, collocandosi al primo posto, seguito dalla Campania.

Nel 2013 il governo ha approvato un Piano Nazionale sulla malattia diabete (PND) che definisce obiettivi, strategie, linee guida e priorità. Il Piano Nazionale si concentra sulla prevenzione, la diagnosi precoce, la patologia e la gestione delle complicanze, e il miglioramento dei risultati, attraverso l’adozione di programmi di gestione integrata delle malattie a livello regionale.

In SICILIA il Piano Nazionale sulla malattia diabete è stato implementato con Decreto dell’assessorato della Salute n°1112 del 10 giugno 2013.

«Tuttavia riscontriamo – sottolinea il presidente della FDS, Giacomo Trapani – una insufficiente attenzione da parte delle Istituzioni alla problematica dell’universo diabete. Mi spiego meglio. Vorremmo avere più opportunità di confronto non solo con i Direttori Generali, attualmente Commissari, delle Asp per programmare insieme attività di prevenzione e informazione per raggiungere quante più persone possibili. In particolare creare occasioni di incontro con le nuove generazioni, quindi collaborare anche con la Scuola. Ed ancora, avere la possibilità di momenti collettivi con i cittadini per fornire supporto e non fare sentire chi diabetico solo. Infine, ma non per importanza, vorremmo, visto che  abbiamo una Federazione che registra al suo interno l’insieme di 25 Associazioni di persone con diabete, sparse per tutta la Regione, incontrare l’Assessorato alla  Salute. Il diabete Mellito in tutte le sue forme è una patologia che non è  impattante dal punto di vista visivo, ma è purtroppo una patologia subdola che  silenziosamente se, non è ben compensata può causare danni irreversibili. Vorremo più attenzione.»

Il ritratto che emerge, inoltre, dal rapporto Osservasalute 2017 presentato giovedì 19 aprile a Roma i cui dati fanno dire al presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, che «è evidente il fallimento del Servizio sanitario nazionale, anche nella sua ultima versione federalista, nel ridurre le differenze di spesa e della performance tra le Regioni».

Il dato più lampante che emerge dal Rapporto, che è frutto del lavoro di 197 ricercatori distribuiti su tutto il territorio italiano che operano presso Università e numerose istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali, è ormai la conferma di quel che si conosce da anni: l’Italia, dal punto di vista sanitario è un patchwork fatto da territorio con le più disparate qualità dell’assistenza ed esiti di salute. 

Differenze che negli ultimi dieci anni le strategie per la copertura dei disavanzi pregressi non hanno fatto altro che acuire.

«Rimane aperto e sempre più urgente il dibattito sul segno di tali differenze. Si tratta di differenze inique perché non naturali, ma frutto di scelte politiche e gestionali», dice ancora Ricciardi. «È auspicabile che si intervenga al più presto partendo da un riequilibrio del riparto del Fondo sanitario nazionale, non basato sui bisogni teorici desumibili solo dalla struttura demografica delle Regioni, ma sui reali bisogni  di salute, così come è urgente un recupero di qualità gestionale e operativa del sistema, troppo deficitarie nelle regioni del Mezzogiorno».

Noi vogliamo inoltre evidenziare le specifiche che riguardano in Diabete come spunto di riflessione a innovative soluzioni. La diagnosi tempestiva e il costante controllo delle persone con diabete, grazie a terapie di qualità, riducono del 10- 25% il rischio di complicanze minori (danni agli occhi e ai reni) e del 15-55% il rischio di complicanze più gravi (insufficienza renale cronica, patologia coronarica, perdita della vista). Inoltre, si stima che tali azioni siano in grado di ritardare di oltre 5 anni l’insorgere di complicanze e di prolungare la vita delle persone affette da diabete in media di 3 anni. Nel lungo termine, un simile miglioramento del quadro terapeutico consentirà una riduzione media dei costi di oltre il 30%.

Il diabete ha una rilevanza sociale oltre che sanitaria e questo è stato sancito, in Italia prima ancora che egli altri Paesi del mondo, da una legge (n. 115 del 1987) che è diventata punto di riferimento fondamentale e ha largamente ispirato il Piano Nazionale sulla Malattia Diabetica del Ministero della Salute.


Approfondimento Estratto dal ITALIAN DIABETES & OBESITY BAROMETER REPORT 

Punti di forza:

1. La Sicilia dispone di una fitta rete ambulatoriale di servizi specialistici di diabetologia, dislocati in maniera molto diffusa, anche al di fuori dei principali centri urbani.

2. Dopo la pubblicazione del Piano Nazionale per la Malattia Diabetica (2013), la Regione ha tentato di applicare un sistema di compresenze tra specialisti e Medici di Medicina Generale, per avviare al meglio i sistemi integrati. L’esperimento, iniziato nella ASL di Palermo, è tuttora in corso con alterne fortune, ma è significativo di una buona attenzione del Governo Regionale verso gli indirizzi nazionali.

3. Gli indicatori di qualità dell’assistenza rilevati dal sistema degli Annali AMD testimoniano delle buone performances dei centri aderenti, che stanno migliorando progressivamente.

Punti di debolezza:

1. Sono pochissimi i Servizi Specialistici che dispongano di personale autonomo; la maggior parte, fatte salve le principali sedi universitarie e rari ospedali (Partinico, Caltanissetta, Catania), ha il setting di semplice Ambulatorio Diabetologico, il più delle volte in un contesto di polispecialistica.

2. La percentuale di bambini obesi e in sovrappeso è elevatissima, seconda solo a quella della Campania; la popolazione sedentaria è nettamente prevalente; il consumo di farmaci è tra i più elevati del Paese, con tassi di mortalità superiori alle medie nazionali. Le amputazioni, pur in riduzione negli ultimi anni, sono ancora ad un livello un po’ superiore rispetto al resto del Paese.

3. L’integrazione con il sistema delle Cure Primarie appare carente.

Opportunità:

1. Così come è attualmente, il Sistema di assistenza al Diabete in Sicilia non mostra particolari segni di opportunità di miglioramento, tuttavia il potenziale dei Servizi Specialistici è elevato, e se si spingerà per una maggiore autonomia e per una più efficace integrazione con la Medicina del Territorio, sarà possibile vedere un effettivo miglioramento.

Minacce:

1. La Sicilia ha sofferto, più di altre Regioni del Mezzogiorno, la lunga stagione della crisi economica, con un crollo verticale del PIL pro capite, che oltre a tutto appare molto difforme tra le diverse aree della Regione, con Catania vicina a valori “settentrionali” e altre realtà

con ampie sacche di povertà e disoccupazione.
2. Questo fatto, unitamente ad un basso livello di scolarizzazione,

rappresenta un ostacolo serio alla modernizzazione del sistema e soprattutto all’educazione della popolazione di persone con diabete.

ASSOCIAZIONI E MANIFESTO DEI DIRITTI DELLA PERSONA CON DIABETE

In linea con il Piano Nazionale sulla malattia diabete,
le associazioni hanno creato una Federazione regionale delle associazioni Pazienti FDS.

Il Manifesto dei Diritti della Persona con Diabete è stato recepito in data 5 Agosto 2010.

ACCESSO ALLE CURE

I pazienti italiani hanno libero accesso al rimborso delle spese grazie al quadro legislativo nazionale.

Fonti:

ISTAT annuario statistico 2016
ISTAT indicatori demografici 2016
ISTAT attività fisica 2016
Okkio alla salute Report regionali 2014
Rapporto annuale sull’attività di ricovero ospedaliero Dati SDO 2014
L’uso dei farmaci in Italia OSMED 2015
Diabete Italia CENSIMENTO delle Associazioni fra persone con diabete e fra genitori di bambini e ragazzi con diabete
Il Manifesto dei diritti e dei doveri della persona con diabete – collana UTI 2015

                                                                                                       UFFICIO STAMPA FDS SICILIA

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