Diabete e salute orale, una relazione pericolosa.

DiGiacomo Trapani

Diabete e salute orale, una relazione pericolosa.

Al via la campagna informativa Fand-Aiop sull’impatto del diabete sulla bocca. Annunciata una partnership grazie alla quale le due associazioni daranno vita a una serie di iniziative di carattere educativo.

Numerose evidenze scientifiche confermano che la ‘malattia del sangue dolce’ può avere importanti complicanze sulle condizioni dei denti e della bocca ma solo il 42 per cento dei pazienti ne è consapevole e il 49 per cento non ha mai ricevuto informazioni in proposito. Questo nonostante il 28,5 per cento definisca ‘problematica’ la propria salute orale, il 76 per cento abbia perso uno o più denti naturali e molti si siano ritrovati a convivere con sanguinamenti (43 per cento) o retrazioni gengivali (27,4 per cento), secchezza delle fauci (35,6 per cento), alitosi (25,6 per cento), ulcere della mucosa (20,4 per cento). È il quadro che emerge da un’indagine presentata oggi a Milano e condotta dall’Associazione Italiana Diabetici (Fand) in collaborazione con l’Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica (Aiop), su 270 italiani di età superiore ai 30 anni, affetti da diabete di tipo 1 e 2. Per promuovere una maggiore consapevolezza sul tema, favorendo comportamenti utili alla prevenzione e cura delle patologie orali, gli specialisti dell’Accademia hanno stilato un decalogo rivolto alle persone diabetiche e, a breve, partirà la campagna informativo-educativa Fand-Aiop ‘Il diabete e i miei denti’. L’iniziativa prevede la diffusione di materiale divulgativo sui rispettivi siti web e in tutte le sedi dell’Associazione pazienti, incontri formativi promossi sul territorio, con la partecipazione dei dentisti Aiop, e consulenze telefoniche gratuite fornite dagli odontoiatri ai soci Fand.

“Già nel 2012 – spiega Albino Bottazzo, presidente Fand – il Piano Nazionale Diabete aveva introdotto le patologie del cavo orale tra le aree prioritarie su cui intervenire per migliorare l’assistenza, evidenziando quanto l’educazione odontoiatrica del paziente diabetico fosse attuata con scarsa sistematicità e auspicando la promozione di interventi formativi precoci. Fand, il più grande gruppo rappresentativo di persone diabetiche in Italia, ha così ritenuto importante siglare una partnership con Aiop, per ampliare le conoscenze dei propri associati circa la stretta correlazione che esiste tra diabete e salute della bocca. Innanzitutto – continua Bottazzo – abbiamo realizzato un’indagine conoscitiva, somministrando un questionario ai soci Fand nelle diverse sedi regionali, per fotografare il livello attuale di consapevolezza. I risultati dimostrano chiaramente la disinformazione dei pazienti sull’argomento: è pertanto urgente avviare una campagna educazionale che affronti il tema in modo organico e scientifico. Grazie alla collaborazione con Aiop, ci auguriamo di poter colmare un vuoto informativo, finora mai affrontato nel nostro Paese in maniera strutturata”.

Entrando nel dettaglio della survey, l’82 per cento dei pazienti diabetici dichiara di avere da tempo un dentista di fiducia ma il 36 per cento ha con lui un rapporto saltuario e vi si reca con una frequenza uguale o addirittura superiore ai 2 anni. Solo un 24,5 per cento di ‘virtuosi’ si sottopone a un controllo ogni 6 mesi. Tra i meno assidui, spiccano proprio coloro che hanno la bocca in condizioni peggiori: il 20 per cento non vede l’odontoiatra da oltre 5 anni. Si tende così a trascurare l’importanza della prevenzione: attraverso l’esame del cavo orale, uno specialista attento potrebbe anche intercettare segni di pre-diabete e contribuire a diagnosticare precocemente la patologia. Nel percepito degli intervistati, le complicanze più frequenti del diabete sono a carico degli occhi (76 per cento), dei piedi (65,6 per cento) e del cuore (63,7 per cento); quelle che interessano denti e gengive risultano essere le meno citate (42,2 per cento), a conferma di una scarsa presa di coscienza del problema. Quasi 1 paziente su 4 ritiene che i diabetici non necessitino di controlli più frequenti dal dentista. Il 43,4 per cento pensa che la sua condizione richieda al dentista modalità di intervento differenti da quelle normalmente adottate e un 50 per cento non sa se l’inserimento di un impianto dentale sia controindicato in caso di diabete non compensato. L’accorgimento più adottato per la cura della bocca è lavare i denti a fine pasto (76,3 per cento); solo 1 su 4 usa spesso il filo interdentale e 1 su 5 esamina con cura il cavo orale.

“In quanto associazione scientifica che persegue la promozione della salute orale e dentale, Aiop è da tempo impegnata in iniziative volte a educare i cittadini – dichiara il presidente Aiop Paolo Vigolo – La collaborazione con FAND rappresenta per noi un significativo passo avanti in questa direzione. La survey ha svelato una sostanziale mancanza degli strumenti cognitivi indispensabili alla persona diabetica per preservare nel tempo l’integrità della sua bocca. L’odontoiatra deve contribuire a colmare queste lacune, supportando i pazienti con le competenze scientifiche necessarie a gestire le manifestazioni orali della malattia ma anche con sensibilità e grande disponibilità alla comunicazione. Le persone con diabete – prosegue Vigolo – presentano una scarsa resistenza ai batteri e una ridotta salivazione, in particolare quando il controllo glicemico è subottimale. Ciò le rende più vulnerabili allo sviluppo di secchezza delle fauci, infezioni orali, micosi, infiammazioni gengivali, parodontite: condizioni che, a loro volta, possono innalzare la glicemia. È bene tuttavia spiegare al paziente che i suoi denti si possono curare con le stesse probabilità di successo che ha la popolazione generale, purché ci si rechi regolarmente dall’odontoiatra, per prevenire e gestire per tempo le eventuali complicanze. Se il diabete è ben compensato, inoltre, si possono inserire con buoni risultati anche gli impianti dentali”.

Per quanto riguarda lo stato di salute orale dichiarato, se il 43,7 per cento degli intervistati lo reputa ‘soddisfacente’, il 28,5 per cento arriva a definirlo ‘problematico’ e per un 27,8 per cento è ‘buono’. La perdita dei denti è un fenomeno pervasivo: solo il 21 per cento dei diabetici afferma di avere una dentatura ancora intatta. Il 33 per cento ha perso da 4 a 6 elementi dentali, al 32,4 per cento ne mancano 2 o 3, al 10,6 per cento da 7 a 10. Il 10 per cento è completamente edentulo. Ciononostante, il 22,3 per cento non ha reintegrato i denti mancanti con una protesi e il 27,7 per cento ha scelto di rimpiazzarne solo alcuni. “Le persone diabetiche sono più soggette alla perdita di elementi dentali, spesso come conseguenza di gengiviti e parodontiti trascurate – puntualizza Costanza Micarelli, consigliera Aiop – La mancata sostituzione dei denti persi peggiora la funzione masticatoria e può compromettere la capacità di alimentarsi correttamente, fondamentale per il controllo glicemico. Non solo: una bocca sana con una masticazione efficiente è un fattore essenziale per prevenire diverse patologie sistemiche e rallentare alcune forme di decadimento cognitivo legato all’età. L’importanza della salute orale come parte integrante del benessere generale dell’individuo è riconosciuta a tutti i livelli. Ciò vale ancor più per i diabetici, che devono prestare maggiore attenzione alla loro bocca e richiedono una collaborazione più stretta tra dentisti e medici curanti: un diabete ben compensato contribuisce a una bocca sana ma è altrettanto vero che una buona salute orale favorisce un migliore controllo della malattia. Il reintegro dei denti persi diventa così un elemento chiave nel diabetico, che va affrontato creando un’alleanza medico-paziente essenziale per la gestione della salute orale e generale”.

La survey si è focalizzata anche sui bisogni informativi dei pazienti. A quasi 1 diabetico su 2 nessuno ha mai parlato delle complicanze che la malattia può causare al cavo orale e delle precauzioni utili a prevenirle. Chi ha ricevuto delucidazioni, indica come fonti principali il dentista (51,4 per cento) e il diabetologo (49,3 per cento), seguiti dall’associazione pazienti (32,6 per cento) e dal medico di medicina generale (19,6). C’è però qualcuno che si affida a stampa e web (13 per cento) o a parenti e amici (5,8 per cento), con il rischio di incorrere in fake news e informazioni non certificate. Il 77 per cento del campione vorrebbe comunque maggiori ragguagli, soprattutto dal diabetologo (65,7 per cento), dall’odontoiatra (63,3 per cento) e dal medico di famiglia (36,7 per cento). Paradossalmente, tra i meno interessati ci sono, per un 30 per cento, proprio i soggetti con una bocca ‘problematica’.

Nel complesso, l’assistenza prestata dal dentista e la sua attenzione alla persona diabetica viene giudicata ‘buona’ o ‘molto buona’ dal 55,6 per cento dei pazienti; un 12,2 per cento tuttavia non si esprime, probabilmente perché si rende conto di non avere gli strumenti idonei per poter valutare. Secondo il dichiarato degli intervistati, pochi specialisti hanno in studio un glucometro (11,9 per cento) o i presidi per gestire una crisi ipoglicemica grave (10,4 per cento). Al 36,3 per cento del campione, inoltre, l’odontoiatra non ha mai posto domande sul profilo glicemico né sulla terapia che segue per controllare il diabete (33,7 per cento). Concludendo, nonostante la soddisfazione espressa degli intervistati sull’operato del dentista, si evincono aree di miglioramento anche tra gli addetti ai lavori. Sembra emergere che diversi specialisti non si siano ancora organizzati in studio, per gestire eventuali emergenze sul paziente diabetico, e non si informino sulla terapia che quest’ultimo segue né sulla sua capacità di controllare la glicemia: aspetti fondamentali per prestare un’adeguata assistenza odontoiatrica. Con l’obiettivo di aiutare le persone con diabete a prendersi cura della propria salute orale e, al tempo stesso, migliorare la loro relazione con il dentista di fiducia, Aiop ha stilato uno specifico decalogo. (EUGENIA SERMONTI)

Decalogo Aiop per il paziente diabetico

1.   Il paziente diabetico ha fattori di rischio più alti per l’insorgenza di patologie orali e parodontali, ma può curarle efficacemente se diagnosticate per tempo.

2.   È fondamentale che il diabetico controlli adeguatamente le infezioni orali: i denti irrimediabilmente compromessi da carie o parodontite devono essere estratti e possono essere sostituiti da impianti, in un piano di trattamento che assicuri una buona funzione masticatoria.

3.   In caso di terapie odontoiatriche, il dentista deve spiegare al paziente nei dettagli il piano di trattamento, il numero di interventi necessari, il risultato atteso e deve sapere qual è il suo grado di controllo della glicemia e dei fattori di rischio.

4.   Il diabetico portatore di protesi fissa può avere un rischio di infezioni ancora più elevato, se le sue protesi non sono eseguite correttamente e, quindi, favoriscono l’accumulo di placca batterica.

5.   I materiali protesici non sono tutti uguali: chiedete al vostro dentista quale utilizzerà e fatevi consegnare il certificato di conformità protesico e il certificato implantare.

6.   La persona con diabete va frequentemente incontro anche ad altri disturbi, come la ridotta produzione di saliva. Chiedete al vostro dentista consigli alimentari o farmacologici, per contenere l’aumento dell’acidità e mantenere le mucose ben idratate.

7.   Il paziente diabetico può sviluppare lesioni delle mucose orali: è fondamentale che le protesi sia fisse che rimovibili non presentino zone che irritano le mucose.

8.   La persona diabetica è più suscettibile alle infezioni da funghi. L’igiene orale e l’igiene delle protesi devono essere curate con la massima attenzione.

9.   Per tutti i pazienti, ma in particolare per i diabetici, è necessario che il dentista controlli in modo regolare e sistematico tutto il cavo orale, registrando eventuali variazioni dello stato di salute.

10. Il paziente diabetico può fare anestesia normalmente e inserire impianti, se la glicemia è ben controllata.

Fonte

Info sull'autore

Giacomo Trapani administrator

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: