Diabete: monitoraggio in continuo del glucosio per migliorare la qualità di vita

DiGiacomo Trapani

Diabete: monitoraggio in continuo del glucosio per migliorare la qualità di vita

Diabete: monitoraggio in continuo (CGM) del glucosio per migliorare la qualità di vita delle persone con diabete DM1

Fa guadagnare mesi di vita in buona salute ai pazienti con diabete di tipo 1 rispetto al controllo glicemico capillare

Il  monitoraggio in continuo del glucosio – (CGM) contribuisce a miglioramenti significativi della qualità di vita specifica per la persona con diabete di tipo 1 in terapia multiiniettiva (QOL) misurate tra gli adulti (DM1), secondo uno studio pubblicato online il 7 aprile in Diabetes Care dal Dott.William H. Polonsky, presso l’Università di California, San Diego. Insieme al suo team, ha valutato la qualità dei dati di vita per i 158 pazienti che partecipano alla sperimentazione DIAMOND randomizzata per valutare l’uso del CGM contro l’auto-monitoraggio della glicemia (SMBG) negli adulti con un diabete tipo 1 instabile.

L’uso dei dispositivi che monitorano in continuo il livello di glucosio nel sangue con un sensore fa guadagnare mesi di vita in buona salute ai pazienti con diabete di tipo 1 rispetto alle ‘strisce’ che si utilizzano normalmente per misurarlo alcune volte durante la giornata. Lo studio ha dimostrato inoltre che il costo maggiore del sistema CGM viene ammortizzato dalle minori spese per le complicazioni della malattia.

I ricercatori hanno potuto osservare che, sui 158 pazienti, metà dei quali monitorava il glucosio in continuo mentre gli altri usavano il metodo tradizionale, nel primo gruppo è evidente un miglioramento del controllo del glucosio e una riduzione degli episodi di ipoglicemia. Il costo dell’assistenza per chi monitorava in continuo è risultato di circa 11mila dollari contro poco più di 7200 per gli altri.

Sulla base di quanto emerso dal test è stato elaborato un algoritmo che valuta costi e benefici del dispositivo se usato per tutta la vita da un paziente adulto. “Se si guarda a tutta la vita di un paziente il miglioramento è impressionante – afferma Elbert Huang, l’autore principale -. Anche se c’è un costo aggiuntivo la somma è compensata dal minore rischio di complicazioni”.

Dall’analisi è emerso che il monitoraggio in continuo aggiunge in media sei mesi in buona salute per ogni paziente.

“Da questa analisi – conclude Huang – il monitoraggio in continuo sembra una tecnologia di grande valore, che non ha controindicazioni e fa vivere meglio i pazienti”.

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