Emozioni e diabete: il punto di vista dello psicologo.

DiGiacomo Trapani

Emozioni e diabete: il punto di vista dello psicologo.

“Una delle sensazioni più  frequenti che sento sulla pelle quando non riesco a tenere la glicemia, accettabile per me, stabilmente sotto i 150, e mi attesto invece sui 180 e oltre per 5/6 ore o piu, è quella di diventare, molto repentinamente, piuttosto pesante per gli altri, nervosa e di cattivo umore verso me stessa e verso gli altri. Avverto in questi casi l’inutilita dell’impegno personale, mi prende la tristezza dell’impotenza, il pensiero delle complicanze, alcune delle quali già vissute giornalmente, e la paura che altre forse potrebbero sorgere in futuro….
Ciò influisce anche sulle mie relazioni personali ed anche familiari.
Insomma le mie emozioni vengono sconvolte da un sentimento di tristezza e un cambio d’umore frequente che si impadronisce di me.”

Confidenze e sensazioni di un’amica diabetica tipo1 da oltre 15 anni.
Purtroppo è così, accade e non cosi sporadicamente.  Sappiamo del legame che esiste tra diabete e disturbo dell’umore. Irritabilità, nervosismo, ansietà, sono sempre pronte ad affacciarsi nella nostra quotidiana gestione della vita. Dobbiamo avere necessariamente una capacità attentiva verso azioni quotidiane semplici e meccaniche per una persona non diabetica ma comunque importanti per una persona diabetica, che assumono la caratteristica e l’esigenza di essere sempre e comunque elaborate, processate da noi, oggetto di calcoli, capacità predittiva……e un pizzico di fiducia …anticipata.
Perché non sempre le cose vanno come abbiamo calcolato, a volte ci si applica con precisione certosina, che viene considerata dall’esterno quasi maniacale, ma che nonostante ciò non sempre ha un decorso accettabile e positivo per noi. Come contrastare questo meccanismo? Anzitutto con l’accettazione consapevole di avere una malattia difficile da domare costantemente. Questa è la  situazione di equilibrio precario in cui si trova la persona diabetica soprattutto di tipo1, che necessita di un importante investimento di risorse mentali dedicate. Soprattutto la capacità di ascoltare, affinandola sempre più, la propria mente ed i segnali del proprio corpo.
Ascoltare attentamente quei segnali più deboli.
Risultati positivi per periodi più o meno lunghi, giorni di buono o ottimo controllo dei valori si alternano con altri, più o meno lunghi, di insoddisfacente gestione del diabete, non sempre dipendenti dalla nostra volontà, che a volte genera frustrazione.
E si sta male. E occorre ripensare e riflettere sulla  gestione globale di noi stessi. A volte abbiamo bisogno di ripensare, rivedere, rivederci con occhi nuovi, soprattutto quando sperimentiamo settimane di malessere che può condizionare le performance scolastiche,  lavorative, sportive, specialistiche…oltre che le nostre relazioni intime, affettive, familiari, amicali.

Dott. Ignazio Parisi

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