Oncoline Obesità: un’epidemia che aumenta l’incidenza di tumori in età giovanile

DiGiacomo Trapani

Oncoline Obesità: un’epidemia che aumenta l’incidenza di tumori in età giovanile

Per il sovrappeso si abbassa l’età in cui si presentano ben 13 tipi di cancro legati all’età avanzata. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Obesity.

STIAMO diventando sempre più grassi. È un fatto: dal 1975 ad oggi il numero di bambini obesi sul pianeta è decuplicato. E anche se non ci piace ricordarlo, la cosa ci riguarda da vicino perché l’Italia è in prima fila tra i paesi occidentali in cui i cittadini pesano di più. Una tendenza inarrestabile – se non autentica epidemia come l’ha definita di recente l’Oms – che sta modificando anche la storia naturale di alcune patologie. A sancirlo, una volta per tutte, è un nuovo studio pubblicato sulla rivista Obesity, che svela come alcuni tipi di tumori caratteristici dell’età avanzata o della terza età stiano iniziando ad apparire sempre più precocemente, di pari passo con il progredire dell’attuale epidemia di obesità infantile.

• I TUMORI LEGATI ALL’OBESITÀ
La nuova ricerca è, più precisamente, una review della letteratura scientifica sul tema: una riflessione a firma dell’onco-ematologo Nathan Berger, della Case Western Reserve University di Cleveland, che fa il punto sul rapporto tra cancro e obesità infantile analizzando i risultati di oltre 100 studi scientifici. Per iniziare, l’autore circoscrive il campo di studi rifacendosi alle conclusioni dell’Iarc (l’organismo dell’Oms dedicato alla ricerca sul cancro), che in una delle sue monografie pubblicata nel 2016 ha confermato l’obesità come fattore di rischio per 13 specifiche forme di tumore. Tra questi, due big killer come il tumore al seno e quello al colon retto, e altri meno comuni come il tumore alla tiroide, quello al fegato, il tumore endometriale, il mieloma o adenocarcinoma esofageo.

• PAZIENTI SEMPRE PIÙ GIOVANI
Quasi tutti i tumori analizzati sono neoplasie caratteristiche dell’età avanzata, la cui incidenza si concentra classicamente oltre il 55esimo anno di vita. Ma al contempo, oggi sono presenti anche nella lista dei tumori più comuni tra i 20 e i 39 anni: per le donne tumore al seno, all’utero, ovaie e stomaco sono tutti nella top 20 delle neoplasie comuni in età giovanile; mentre nella lista degli uomini appaiono tumore al colon retto, tiroide, reni, stomaco e fegato. E per molti di questi i dati disponibili parlano anche di un aumento di incidenza tra i giovani adulti negli ultimi decenni.

Il picco di incidenza per il tumore al colon retto ad esempio si raggiunge intorno ai 67 anni nella popolazione statunitense. Ma i dati dei registri tumori degli Usa indicano tra il 1973 e il 2017 una diminuzione dei casi al di sopra dei 50 anni di età che ha raggiunto in alcune annate anche un meno 3% in meno, mentre emerge un aumento medio dell’1,5% annuo dei casi nella fascia di età compresa tra i 20 e i 40 anni. Per un altro big killer come il tumore al seno, invece, i dati sono più difficili da leggere, perché l’obesità sembra in realtà dimonuire il rischio di sviluppare la forma più comune di questo tumore in pre-menopausa, quella positiva al recettore degli estrogeni. Guardando però alle pazienti con rischio familiare a causa di mutazioni dei geni Brca1/2 (famosi per il caso di Angelina Jolie), emergono alcuni dati interessanti: uno studio su 176 famiglie in cui più generazioni di donne hanno sviluppato la malattia è emersa una progressiva precocità dell’insorgenza del tumore, che sarebbe passato in media dai 51,8 anni delle nonne, ai 48,7 nelle madri, a 41,9 nella generazione di mezzo, per arrivare ai 34,7 nelle figlie più giovani.

• IL RISCHIO NON SCOMPARE
Oltre a dimostrare la tendenza a sviluppare sempre più precocemente i tumori legati all’adipe e all’obesità, lo studio fa anche il punto sulle conseguenze che ha il grasso in eccesso per la malattia. Un Bmi (o body max index, un parametro utilizzato per valutare il peso in eccesso) superiore a 30, equivalente a una situazione di obesità clinica, è infatti collegato a un rischio maggiore non solo di sviluppare i 13 tumori studiati, ma anche di soffrire di una forma particolarmente aggressiva di cancro, che impiega meno tempo a proliferare e invadere l’organismo, e offre chance molto minori di sopravvivenza. E per sfuggire ai rischi, purtroppo, l’unico vero rimedio sembra la prevenzione: anche dopo aver perso i chili di troppo, infatti, gli ex obesi continuano per tutta la vita ad avere un rischio maggiore di soffrire di tumore. Perché le modifiche genetiche ed epigenetiche indotte dall’obesità non sono facili da eliminare. “Se siete obesi avete un rischio maggiore di soffrire di cancro”, riassume Berger. “Dimagrire migliora certamente la prognosi e diminuisce il rischio di sviluppare la malattia, ma questo purtroppo non sparisce mai del tutto”.

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