Per chi ama fare il pane : differenza fra farina 1 2 e integrale

DiGiacomo Trapani

Per chi ama fare il pane : differenza fra farina 1 2 e integrale

COME SCEGLIERE LE FARINE PIU’ NUTRIENTI

Quante volte vi sarete domandati come riconoscere una farina integrale vera da una spacciata per tale… Quale sia la differenza fra farina 1 2 e integrale… Riconoscere un prodotto integrale potrebbe infatti sembrare semplice, ma il fatto che abbia un colore più scuro non è purtroppo una garanzia sufficiente che lo sia davvero. In linea di massima è bene ricordare che il germe, l’organo riproduttivo del grano e la parte più ricca di proteine, è per lo più escluso nelle farine industriali; molto più facile trovare la sua presenza nelle macinature artigianali realizzate con mulini a pietra.

FARINA 1

Pur essendo anche qui escluso il germe, è comunque una farina che presenta una percentuale maggiore di crusca, oltre alla parte centrale del chicco, ricca di amido. Anche il contenuto vitaminico è maggiore rispetto alla farina bianca (acido folico, riboflavina e vitamina B-1, B-3 e B-5). La grande differenza la fa la presenza di fibre: anche se non sono un nutriente vero e proprio, queste esercitano effetti positivi sull’organismo perché, grazie all’elevata capacità d’idratazione, aumentano la viscosità del contenuto intestinale e stimolano la crescita di batteri benefici per il nostro intestino. Inoltre, le fibre aiutano a diminuire il colesterolo e il tasso di glucosio nel sangue.

FARINA 2

Detta anche semintegrale, è una farina che conferisce al pane un sapore più gustoso: è fonte di fibra, contiene più sali minerali, proteine e vitamine delle precedenti. Più versatile rispetto alla farina integrale vera e propria, può essere un buon compromesso se non si è disposti a passare all’integrale “integrale”!

FARINA INTEGRALE

La differenza fra farina 1 2 e integrale è decisamente marcata. La farina integrale è la migliore in assoluto, soprattutto se macinata a pietra e biologica, perché conserva tutte le componenti del chicco (amido, germe e crusca). Con questa antica lavorazione, il chicco viene sfarinato passando attraverso una coppia di pietre naturali che girano lentamente evitando processi di surriscaldamento lesivi delle proprietà nutritive. Inoltre, con la macinatura a pietra, gli oligoelementi del germe vengono assorbiti dalla farina esaltandone la fragranza e garantendone una discreta digeribilità.
Il discorso cambia completamente con le farine integrali industriali che per lo più sono “falsi” integrali. Non contenendo il germe, in molti casi non sono altro che farine di tipo 0 alle quali viene addizionata una percentuale variabile di crusca. Quando andate al supermercato, prestate dunque attenzione al colore del pane integrale: se è chiaro con puntini scuri si tratta di un falso integrale (crusca aggiunta); quello vero, infatti, è per lo più scuro e dalla colorazione uniforme.
Inoltre, dopo esservi fatti una piccola cultura sulla principale differenza fra farina 1 2 e integrale, riflettete sull’eventualità di dirigere le vostre scelte su prodotti biologici: la farina integrale è la più ricca di fibre, ma anche la più pericolosa: sulla parte esterna della cariosside possono accumularsi residui di trattamenti antiparassitari.

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3 Commenti finora

Ivo De BlasiPubblicato il12:30 pm - Apr 6, 2018

Salve a tutti.
Sono stato invitato da un lettore di questo blog a postare lo stesso commento che ho fatto alla news su FB.
Eccolo qui:
Da sottolineare, di fondamentale importanza, è anche la tipologia del grano e l’origine da coltivazione biologica.
E’ possibile approfondire in rete, ma per dirlo in breve:
– i grani antichi rispetto a quelli moderni hanno meno glutine e più debole, quindi più digeribile (pensiamo ai grani siciliani, ad esempio, come la Tumminìa)
– i grani da agricoltura biologica (bio non industiale, possibilmente), non vengono trattati con antiparassitari, concimi acceleratori e diserbanti
– i grani siciliani, in particolare, non soffrono del problema delle aflatossine, che affliggono i grani coltivati in zone più umide

In tutta Italia, comunque, si stanno riscoprendo i grani antichi.
Come si dice nell’articolo, anche il semi integrale va benissimo, anche perché a volte la differenza è minima ed è più una questione di definizione tecnica.
E’ necessario evitare i grani da grande distribuzione, anche bio.
Esistono tanti piccoli bravi produttori di grano e pasta realmente biologici in Italia.
Le farine raffinate, in particolare, presentano una quantità di amido, che nella panificazione si traduce, come ben sanno i diabetici, nell’assunzione di zuccheri complessi spesso non assimilabili.

Giacomo TrapaniPubblicato il7:17 pm - Apr 8, 2018

Grazie Carissimo amico, sai che se ci sono argomenti o temi importante per la salute diabeticinsieme.it è il posto giusto per inserirli e discuterne, a presto e una saluto ai tuoi ormai grandi Ragazzi!

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