Archivio per Categoria La parola agli esperti

DiGiacomo Trapani

La parola allo psicologo: Quel senso di solitudine e impotenza, premesse della “dolce” rabbia. 

Quel senso di solitudine e impotenza, premesse della “dolce” rabbia. 

A volte la solitudine più sottile e controllata la serbiamo tra gli strati più profondi della nostra mente.

Un ricordo tenuto vivo da un motivo mancante, l’avvento di una casualità/causalità aberrante, annichilente, entrata a gamba tesa, quindi violentemente, nella tua vita, solitamente ancora poco vissuta, in qualche caso dopo che hai assaporato alcuni vizi e virtù della gioventù.

E da lì la tristezza, prima un velo, poi una spessa coltre a minare quel tempo giovane, la spensieratezza conquistata con tanta fatica. Tristezza tenuta viva da un latente pensiero circa la causa che ti ha fatto persona diabetica insulino dipendente, causa che spesso rimane a noi sconosciuta. Anche se a volte proviamo a cercarla dentro e fuori di noi per farla affiorare, darle un volto, avere un “sacco da pugili” per potersi…allenare scaricando la propria rabbia. Convinti, a volte, come siamo che trovata la causa ….chissa….. scompaia il sintomo.

Il diabete è questo. Il diabete tipo1 è anche altro. È “l’improvvisata”.
Ho provato a cercare tra le pieghe dei miei ricordi..

Ho registrato un periodo di solitudine (quasi d’incubazione di alcuni sintomi, associabili alla tristezza continua, malinconia, complesso d’inferiorita) e grandi disagi, dovuti ad una moltitudine di problemi, dalla mia iniziale esperienza di vita in una città, con problemi abitativi, ansia da ricerca di una reale e completa indipendenza economica per continuare gli studi, per evitare l abbandono…
Anche perché era stata una mia scelta allontanarmi dalle mie radici, dalla famiglia, dagli amici, dal gruppo di amici intimi, dai profumi della mia terra, dall’ascolto dei suoni e dalle  cantilene che hanno nutrito la mia infanzia e la mia adolescenza. Spinto dalla curiosità e la passione per lo studio del comportamento umano, la Psicologia. E tra Padova e Roma avevo scelto la città eterna.

Ma non mi rendevo conto della solitudine, dell’impatto prodotto da essa sulla mia vita isolata. Senza una presenza affettiva continua che mi facesse sentire in compagnia, senza condivisione di piccole cose, senza qualcuno a cui raccontare ciò che avevo fatto durante il giorno…
Quella solitudine per me rappresentava una condizione nuova, alla quale non ero abituato. lo stress la faceva da padrone dentro il mio corpo che era diventato talmente sordo a quegli allarmi e contestualmente muto, da rimanere silente anche in presenza di cambiamenti significativi ma lontani dalla mia attenzione, distratta da quella tristezza solitaria…

E cosi nell’agosto 1978 durante una vacanza in Spagna, fui messo alla prova…..spunta la malattia..imprevedibole, arriva l’improvvisata..che non capivo. E non capiva nemmeno il mio medico di base che mi consigliò una ridotta dieta alimentare e un aumento dell’attività fisica…..
Cosi continuai a stare male…, micosi varie su diverse parti del corpo con molte visite da bravissimi dermatologi e altri malesseri tutti legati all’ormone insulina la cui produzione andava sempre più riducendosi…

Agosto 78 agosto 79 un anno incredibile di stress e disagi …..
Un Diabetologo presso un centro delle malattie del ricambio a Roma, lo consultai soltanto tra settembre e ottobre del 1979.
La mia battaglia contro l’evidenza (Non ho avuto una vera guida medica), tutta basata sulla paura, non accettazione, allontanamento della pur evidente insorgenza della malattia

Dopo qualche “pasticca” di prova prima dei pasti….dal 26 novembre 1979 insulina finalmente!Finiva la ricreazione ma ricominciavo a vivere, anche se frastornato, arrabbiato e fermamente convinto che non meritavo questa malattia, i cui sviluppi mi erano stati taciuti dai più. Cosicché per i primi 10 anni…ho fatto finta di non avere il diabete, tra rinunce sbagliate e senza senso, riduzione dei momenti allegri e di socialità, stile di vita sbagliato.

Ma sempre con una certa costante rabbia dentro.Si tutto era da me la condito da una “dolce” rabbia mai sopita.
Rabbia verso cosa? Rabbia verso chi?
Una rabbia spalmata su tutto e su tutti.

Dott.Ignazio Parisi

DiGiacomo Trapani

Emozioni e diabete: il punto di vista dello psicologo.

“Una delle sensazioni più  frequenti che sento sulla pelle quando non riesco a tenere la glicemia, accettabile per me, stabilmente sotto i 150, e mi attesto invece sui 180 e oltre per 5/6 ore o piu, è quella di diventare, molto repentinamente, piuttosto pesante per gli altri, nervosa e di cattivo umore verso me stessa e verso gli altri. Avverto in questi casi l’inutilita dell’impegno personale, mi prende la tristezza dell’impotenza, il pensiero delle complicanze, alcune delle quali già vissute giornalmente, e la paura che altre forse potrebbero sorgere in futuro….
Ciò influisce anche sulle mie relazioni personali ed anche familiari.
Insomma le mie emozioni vengono sconvolte da un sentimento di tristezza e un cambio d’umore frequente che si impadronisce di me.”

Confidenze e sensazioni di un’amica diabetica tipo1 da oltre 15 anni.
Purtroppo è così, accade e non cosi sporadicamente.  Sappiamo del legame che esiste tra diabete e disturbo dell’umore. Irritabilità, nervosismo, ansietà, sono sempre pronte ad affacciarsi nella nostra quotidiana gestione della vita. Dobbiamo avere necessariamente una capacità attentiva verso azioni quotidiane semplici e meccaniche per una persona non diabetica ma comunque importanti per una persona diabetica, che assumono la caratteristica e l’esigenza di essere sempre e comunque elaborate, processate da noi, oggetto di calcoli, capacità predittiva……e un pizzico di fiducia …anticipata.
Perché non sempre le cose vanno come abbiamo calcolato, a volte ci si applica con precisione certosina, che viene considerata dall’esterno quasi maniacale, ma che nonostante ciò non sempre ha un decorso accettabile e positivo per noi. Come contrastare questo meccanismo? Anzitutto con l’accettazione consapevole di avere una malattia difficile da domare costantemente. Questa è la  situazione di equilibrio precario in cui si trova la persona diabetica soprattutto di tipo1, che necessita di un importante investimento di risorse mentali dedicate. Soprattutto la capacità di ascoltare, affinandola sempre più, la propria mente ed i segnali del proprio corpo.
Ascoltare attentamente quei segnali più deboli.
Risultati positivi per periodi più o meno lunghi, giorni di buono o ottimo controllo dei valori si alternano con altri, più o meno lunghi, di insoddisfacente gestione del diabete, non sempre dipendenti dalla nostra volontà, che a volte genera frustrazione.
E si sta male. E occorre ripensare e riflettere sulla  gestione globale di noi stessi. A volte abbiamo bisogno di ripensare, rivedere, rivederci con occhi nuovi, soprattutto quando sperimentiamo settimane di malessere che può condizionare le performance scolastiche,  lavorative, sportive, specialistiche…oltre che le nostre relazioni intime, affettive, familiari, amicali.

Dott. Ignazio Parisi
DiGiacomo Trapani

Diabete e Obesità : Il parere di Vincenzo Provenzano e i consigli per capire meglio

Gli allarmanti dati pubblicati dall’Ibdo Foundation sulla ‘pandemia’ di diabete e obesità e sui rischi di mortalità, ci hanno portato ad approfondire la questione chiedendo ad uno specialista un parere e chiare indicazioni su come provare ad arginare questa problematica che ci riguarda tutti da vicino.

Il dottore Provenzano a caldo sulla notizia dichiara: “Le cause che vedono la Sicilia fra le regioni con un maggior numero di diabetici in Italia sono coerenti con un gradiente geografico nord-sud che vede al sud maggiori casi di obesità di diabete e soprattutto di diabete Mellito II che all’obesità è collegato. Un dato inoltre che si conferma anche nell’insistenza di un alto numero di complicanze collegate al diabete come ad esempio la cecità, l’insufficienza renale, l’anomalia in gravidanza, la doppie possibilità di ictus e amputazione degli arti inferiori . E in quest’ultimo caso la Sicilia ha il primato delle amputazioni”.

“Per citare altri dati – prosegue il medico – in Sicilia, i diabetici sono circa 304mila persone ma questo dato cresce se si considera che sono circa in 100mila coloro che non sanno d’avere questa malattia. Inoltre, risulta obeso più del 40% della popolazione con un altissima incidenza di bambini. Questo comporta il presentarsi di un aumento dei casi di diabete di tipo 2 nelle fasce di età inferiori dove prima si manifestava il solo diabete di tipo 1. L’età media di diagnosi del diabete, infatti, si è abbassata da 45-50 anni a 35 “.

“Il dato – continua Provenzano – è certamente socio economico e si spiega nel termine in cui negli ultimi anni, di fatto, la Sicilia ha occidentalizzato la propria dieta abbandonando l’alimentazione mediterranea di cui pure è stata culla. A causa della forte influenza massmediatica il sud ha assunto il modello alimentare del nord, il modello ‘fast food’. Faccio un esempio per tutti: quello della farina bianca. – e chiarisce -. C’è chi si ostina a dire che il pane bianco appartiene alla dieta mediterranea. Non c’è nulla di più falso l’alimentazione mediterranea prevede il solo uso di farine di tipo integrale. Aggiungo che anche l’Oms ha chiarito quanto siano dannose le tre polveri bianche: la farina bianca, lo zucchero e il sale. Questi tre ingredienti dei nostri alimenti infatti determinano una maggiore produzione di insulina che porta a diabete, malattie cardiovascolari e malattie neoplastiche”.

Ma per fare fronte a questi dati qualcosa è stato fatto? “Nel 2009, era stata approvata una legge che cercava di promuovere azioni per una una medicina non solo di cura ma di iniziativa, come sarebbe stato con i presidi territoriali d’assistenza. Ciò veniva fatto – dice il diabetologo – anche tenendo conto degli impatti che il diabete ha sulla finanza pubblica in Italia: circa 10 miliardi di costi diretti ovverosia costi di cure e e 11 miliardi di costi indiretti per assenza da lavoro e prepensionamenti. L’applicazione della legge pure innovativa, però, si è via via attenuata nonostante la lotta al diabete sia una dei tre obiettivi di azione sanitaria nazionali. – e conclude -. È già finanziato e operativo, invece, un progetto di un milione che vede l’Asp di Palermo con gli ospedali di Partinico, di Cefalù e di Palermo impegnati per attivare azioni di educazione alimentare con le scuole per combattere il diabete con la corretta alimentazione”.

Infine, il medico propone un decalogo della prevenzione dell’obesità e del diabete. “Alla base di tutto è consigliata una costante attività fisica: mezz’ora di passeggiata veloce come se si fosse in ritardo ad un appuntamento, poi occorre mantenere un peso corporeo accettabile, eliminare il fumo e tenere sotto controllo il giro vita misurandolo con un metro da sarta: se supera 88 cm per le donne e 102 cm per gli uomini c’è un serio rischio di avere il diabete, malattie cardiovascolari e tumorali”.

Il dottore raccomanda poi di preferire una alimentazione a base di vegetali a un’alimentazione di natura animale, d’eliminare il consumo di zuccheri a rapido assorbimento come i dolci o la Coca Cola. E di ridurre il consumo di grassi animali, come ad esempio la carne rossa, preferendo i grassi vegetali come l’olio di oliva. Infine, vanno consumate con moderazione le proteine di natura animale, come ad esempio le uova, preferendo le proteine vegetali contenute, ad esempio, nei legumi; è bene ridurre l’utilizzo del sale da cucina e dei prodotti salati come gli insaccati o gli stagionati, e consumare preferibilmente pane senza sale aggiunto.

Da ultimo Provenzano, dà un suggerimento che non elimina però il piacere, prescrivendo “un uso di alcool con moderazione e cioè consumando, ogni giorno durante i pasti, due bicchieri di vino rosso per gli uomini e un bicchiere di vino rosso per le donne”.


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