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DiGiacomo Trapani

Un’Europa al rallentatore verso una alimentazione più sana

Il cammino dell’Europa verso la sana alimentazione è purtroppo ancora molto lento e rischioso per la salute dei suoi cittadini.Le persone in sovrappeso e obese in Europa sono aumentate in modo costante negli ultimi decenni, raggiungendo livelli pericolosi. A tre anni dello European Food and Nutrition Action Plan, la strada da fare è ancora tutta in salita.

Pertanto vengono evidenziati chiaramente dall’OMS 4 fondamentali direttive su cui lavorare 1) fare promozione nei contesti dove le persone si nutrono, 2) promuovere una sana alimentazione a partire dall’infanzia, 3) fare in modo che i sistemi sanitari facciano più promozione sui media, 4) mettere in piedi dei sistemi di monitoraggio efficiente.

Problemi come la omessa o scarsa chiarezza delle etichette circa il contenuto dei prodotti, o l’eliminazione dei distributori automatici nelle scuole, sono solo alcuni esempi delle cose  ancora da fare in Europa.

 APPROFONDIMENTO – La prevalenza di persone in sovrappeso e obese in Europa è aumentata costantemente negli ultimi decenni, fino a raggiungere livelli allarmanti. L’OMS ha stimato che nel 2014 il 58% della popolazione adulta europea era in sovrappeso o obesa. In generale, gli uomini erano più spesso in sovrappeso rispetto alle donne (il 62,5% contro il 53,7%).
In questa direzione, nel 2014 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha elaborato lo European Food and Nutrition Action Plan 2015–2020, con l’obiettivo di spingere i governi a mettere a punto delle strategie di contenimento dell’obesità, promuovendo stili nutrizionali più sani, a partire dalle scuole.

Qual è la direzione

Dal punto di vista della riduzione della mortalità per malattie croniche del 25% entro il 2025, il documento dell’OMS pone come traguardi: nessuna crescita della prevalenza di diabete e obesità entro io 2025; una riduzione del 30% del consumo di sale entro 2025; una riduzione del 10% dell’inattività fisica entro il 2025; e nessuna crescita della prevalenza di bambini sovrappeso entro il 2025.

Secondo l’OMS sono 4 le direzioni su cui lavorare per raggiungere questi traguardi: fare promozione nei contesti dove le persone si nutrono, per esempio nelle mense scolastiche, promuovere una sana alimentazione a partire dall’infanzia e per tutte le fasi della vita, fare in modo che i sistemi sanitari facciano più promozione in questo senso sui media, e non da ultimo mettere in piedi dei sistemi di monitoraggio efficiente per valutare come queste misure impattano effettivamente sulla salute della popolazione.

Siamo ancora troppo lenti

Il risultato però, a tre anni dall’avvio del piano d’azione non è dei più confortanti, come emerge da un rapporto pubblicato sempre dall’OMS in queste settimane. Sono pochi infatti i paesi che attualmente hanno elaborato strategie in questa direzione. Se da una parte sono stati compiuti dei progressi negli ultimi anni nella messa a punto di regimi alimentari più sani nelle scuole per combattere l’obesità infantile, non abbiamo ancora fatto abbastanza riguardo per esempio alle etichette, nel rendere più chiaro che cosa contiene ogni alimento che consumiamo. Inoltre, pochissimi sono i paesi che hanno messo in atto politiche mirate per ridurre la presenza e il consumo di nutrienti ritenuti non salutari come sale, zuccheri e soprattutto acidi grassi trans e insaturi.

Promozione della salute nelle scuole

La buona notizia è che su 49 paesi esaminati l’88% ha elaborato delle linee guida precise per assicurare che il cibo che arriva nelle scuole sia conforme a determinati standard igienici e nutrizionali. Tuttavia, solo in poco più della metà dei paesi si va oltre l’aver stilato dei menu più sani. Circa metà dei paesi offre per esempio corsi su una corretta nutrizione a ragazzi o a insegnanti, oppure linee guida su quanta frutta e verdura o quanti latticini è bene consumare settimanalmente. Solo una scuola su 3 in media offre frutta e verdura fresche. Per non parlare deljunk food: solo il 23% dei paesi esaminati ha eliminato  i distributori automatici dalle scuole, e il 54% di essi prevede la presenza di acqua potabile gratuita.
Anche riguardo all’attività fisica le cose potrebbero andare meglio: solo 7 paesi su 10 offrono corsi di educazione fisica curricolare obbligatoria, e solo una scuola su 4 ha aree verdi dove i bambini possono muoversi liberamente.

Etichette: ancora tanta strada da fare

Ancora più stagnante la questione delle etichette. Solo un paese su 3 prevede l’obbligo di applicare etichette user friendly, con colori e simboli, andando oltre la lista degli ingredienti, e l’Italia non è fra questi. E in ogni caso il punto fondamentale è che ancora in troppi paesi non è obbligatorio segnalare la presenza di alcuni nutrienti che invece dovrebbero essere mostrati in quanto non salutari. In solo il 6% dei paesi vige l’obbligo per esempio di indicare la quantità di acidi grassi trans, che invece secondo l’OMS andrebbero ridotti drasticamente, e solo nel 65% dei paesi è obbligatorio indicare quanto sale è presente nell’alimento.

La comunicazione è importante, ma ancora poco praticata

L’82% dei paesi esaminati ha riferito di condurre campagne mediatiche per promuovere diete più sane, ma se si guarda agli specifici obiettivi si tratta di sforzi a macchia di leopardo. Gli obiettivi delle campagne mediatiche consistevano solitamente nel sensibilizzare in merito a come modificare la propria dieta in modo più salutare, aumentando per esempio il consumo di frutta e verdura (se ne è occupato il 37% dei paesi). Solo il 39% degli intervistati ha dichiarato invece di aver elaborato piani di comunicazione anche sugli effetti sulla salute di un elevato consumo di grassi, zuccheri e sale. Molto più di rado invece si forniscono informazioni sull’uso delle etichette nutrizionali (solo nel 22% dei casi), su come interpretare le indicazioni nutrizionali e sulla salute (nel 16% dei casi) o su come controllare le dimensioni delle porzioni (16% dei casi).

Ma soprattutto a colpire è lo scarso utilizzo dei media nell’attuazione di queste campagne. Solo un paese su 3 ha messo in atto campagne sui social media o più genericamente sul web, solo l’8% di essi ha elaborato app per promuovere le buone pratiche alimentari.

In un contesto in cui il 58% della popolazione adulta europea è in sovrappeso o obesa, con una prevalenza di obesità infantile al 30%, e dove il numero di persone con diabete sta aumentando, dobbiamo sicuramente fare di più.

Fonte

DiGiacomo Trapani

Malattie reumatiche autoimmuni: prima edizione dell’(H)Open day di Onda

L’11 maggio su tutto il territorio nazionale saranno disponibili per le donne servizi gratuiti per la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malattie reumatiche autoimmuni

Sono 5 milioni gli italiani con malattie reumatiche, il 70% sono donne

Sul sito www.bollinirosa.it l’elenco dei servizi offerti dagli ospedali aderenti e le modalità di prenotazione

Milano, 3 maggio 2018 – Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e di genere, in occasione della Festa della mamma, promuove un (H)Open day dedicato alle malattie reumatiche autoimmuni.

Alcuni ospedali del nuovo network Bollini Rosa offriranno gratuitamente alle donne servizi clinico-diagnostici e informativi come consulenze e colloqui, esami strumentali, conferenze, info point e distribuzione di materiali divulgativi.

Le malattie reumatiche, che nella maggior parte dei casi sono di origine autoimmune, causano disturbi a carico dell’apparato locomotore ed in generale dei tessuti connettivi dell’organismo. Rappresentano un gruppo estremamente eterogeno di malattie e si presentano con espressione e gravità differenti, colpendo oltre 3,5 milioni di donne italiane. Inoltre, spesso esordiscono in età giovane impattando sulla qualità della vita, sulla salute riproduttiva e sulla pianificazione familiare.

Obiettivo della giornata sarà promuovere la consapevolezza e la corretta informazione così come la prevenzione, la diagnosi e l’accesso ai percorsi specialistici diagnostico-terapeutici dedicati alle malattie reumatiche autoimmuni.

In occasione dell’(H)Open day sarà distribuita negli ospedali coi Bollini Rosa la brochure informativa “Malattie reumatiche autoimmuni – Dalla pianificazione familiare alla genitorialità” anche scaricabile gratuitamente dal sito di Onda (www.ondaosservatorio.it). La brochure si propone di dare alle donne le informazioni necessarie per affrontare con maggior serenità e consapevolezza le decisioni che riguardano la fertilità e il desiderio di maternità.

I servizi offerti dagli ospedali sono consultabili sul sito www.bollinirosa.it dove è possibile visualizzare l’elenco dei centri aderenti con indicazioni su orari e modalità di prenotazione.

L’(H)Open day è promosso da Onda con il patrocinio di Istituto Superiore di Sanità (ISS), Società Italiana di Reumatologia (SIR), Associazione Nazionale Malati Reumatici Onlus (ANMAR) e Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare (APMAR) ed è reso possibile anche grazie al contributo incondizionato di UCB Pharma.

“Le malattie reumatiche autoimmuni sono patologie tipicamente femminili e che spesso si manifestano tra i 15 e 45 anni, dunque nel periodo più florido e produttivo, condizionando la qualità di vita delle donne”, spiega Francesca Merzagora, Presidente Onda. “Abbiamo quindi deciso di realizzare un progetto dedicato con un’attenzione particolare alla salute riproduttiva e alla pianificazione familiare, tematiche complesse e molto sentite dalle giovani donne con malattia reumatica. A seguito dell’Open day, ad ottobre, in occasione della Giornata mondiale delle malattie reumatiche, organizzeremo un evento live in streaming su Facebook dando la possibilità alle utenti di rivolgere le domande nel corso della diretta allo specialista intervistato. Da ultimo, in occasione del prossimo Congresso nazionale della Società Italiana di Reumatologia (SIR) a novembre, sarà attribuito un premio a una giovane ricercatrice che si distinguerà per la miglior presentazione in tema di ‘Malattie reumatiche e differenze di genere’: la ricerca scientifica in questo ambito sta evidenziando delle differenze molto rilevanti tra i due generi che ne condizionano, nel segno di una medicina sempre più personalizzata, l’approccio clinico-diagnostico e terapeutico”.

“Circa 5 milioni sono i pazienti con malattie reumatiche nel nostro paese e, di questi, circa il 70% sono donne”, afferma Angela Tincani, Direttore U.O. Reumatologia e Immunologia Clinica, ASST-Spedali Civili di Brescia. “Riconoscere questa realtà propone diversi temi di riflessione che per la Società Italiana di Reumatologia hanno condizionato la nascita di un Gruppo di Studio dedicato. Da un lato infatti stimola a cercare nelle differenze di genere le ragioni di questa disparità di prevalenza. In questo senso molto si sta muovendo nella ricerca per individuare i meccanismi che causano la patologia con lo scopo finale di personalizzare le cure alla persona, uomo o donna, nel suo insieme. Dall’altro lato la grande prevalenza del sesso femminile nella popolazione dei pazienti con malattie reumatiche pone gli operatori sanitari davanti alla necessità di curare moltissime donne rispettando tutte le necessità legate al genere. I trattamenti efficaci oggi disponibili, pur non portando a guarigione, permettono fortunatamente una buona qualità di vita. Di qui l’attenzione al rispetto della ‘salute della donna’ nelle pazienti con malattie reumatiche autoimmuni. Questo significa che se la malattia esordisce in età fertile, il medico deve offrire alla donna la possibilità di programmare la sua vita famigliare e, nel limite del possibile, indirizzare le cure nel rispetto della fertilità. La gravidanza non è una malattia aggiuntiva o una causa di peggioramento ma, nella larga maggioranza dei casi, è soltanto un periodo delicato che deve essere programmato e seguito in modo attento da un team multidisciplinare. In caso di necessità, anche argomenti come la contraccezione o la procreazione medicalmente assistita possono e devono essere discussi dagli specialisti di riferimento in collaborazione con ginecologi dedicati. Naturalmente il problema non si esaurisce con l’età riproduttiva, anche la menopausa delle pazienti con malattie reumatiche, con le varie comorbilità connesse, è un periodo delicato da monitorare con attenzione. So che far entrare nel tempo visita tutti questi argomenti non è mai facile e in alcuni casi può essere impossibile. Pertanto sono grata ad ONDA per l’iniziativa dell’Open day negli ospedali col Bollino Rosa, che permetterà alle pazienti con malattie reumatiche autoimmuni di incontrare gli specialisti e approfondire i temi legati alla ‘salute della donna’ in un’atmosfera diversa che auspicabilmente potrà avere importanti ricadute nel loro futuro”.

Per maggiori informazioni visitare il sito www.bollinirosa.it o inviare una e-mail a segreteria@ondaosservatorio.it

Per scaricare leaflet, locandina, brochure e elenco ospedali aderenti cliccare qui

Ufficio stampa HealthCom Consulting

DiGiacomo Trapani

Il Pane con l’olio info e ricetta

Dal punto di vista nutrizionale e salutistico, l’abbinamento di pane e olio rappresenta la merenda completa per bambini e non solo. La combinazione di questi due alimenti è ottima anche come base di un piatto unico, con l’aggiunta, ad esempio, degli omega 3 del pesce e dei micro-nutrienti del pomodoro. Questi due capisaldi della dieta mediterranea, coniugati in una merenda, rappresentano un abbinamento gastronomico straordinario, semplice e gustoso, grazie anche alla possibilità di spaziare tra gusti diversi, per il pane e per l’olio, i due alimenti si migliorano a vicenda dal punto di vista nutrizionale e salutare. L’olio si accompagna benissimo al pane, riducendone l’indice glicemico, garantendo un assimilazione di nutrienti fondamentali per la nostra salute. Inoltre  l’olio extravergine di oliva garantisce risultati sorprendenti per quanto riguarda la prevenzione del diabete e la difesa del fegato riduce il rischio di cancro al seno, previene l’Alzheimer, è benefico tanto quanto il latte materno, protegge cuore e arterie, aumenta il senso di sazietà.

Ricetta Del pane con l’olio alla Partannese

  • 1/2 Kilo di pane di farina di grano duro
  • 50 ml di Olio EVO da Nocellara del Belice
  • 100 gr di Pecorino Siciliano Stagionato
  • 1 Pomodoro ( se di stagione)
  • Olive Verdi Snocciolate
  • 1 Sarda Salata
  • Sale Q.B.
  • Organo una manciata

Preparazione

Tagliate a Metà il filoncino di pane appena sfornato e con un coltello fare delle profonde fessure nella mollica in entrambe le metà versate a filo su una metà del filoncino l’olio EVO facendolo assorbire e spolverate con il pecorino e l’origano.

La sardina va pulita e lavata quindi fatta a piccoli pezzettini che vanno distribuiti insieme alle Olive snocciolate e anche queste fatte a piccoli pezzettini dopo aver bagnato con olio Evo l’altra metà del filoncino, quindi adagiate il pomodoro precedentemente fatto a fettine. Aggiungete un pizzico di sale. Richiudete le due meta a tagliate a fette da circa 100 gr in questo modo la seguente tabella dei carboidrati vi sarà utile per una porzione.

Buona Appetito

Pane di Grano Duro (Apporto Calorico Ridotto)

Valori Nutrizionali

 

Porzione: 100 g

 

Calorie

198 kcal

Proteine

9,1 g

Carboidrati

43,6 g

DiGiacomo Trapani

Gusto e Diabete ad Alcamo lezione di Diabete e show cooking

Gusto, Diabete e show cooking

Sara un momento formativo e divertente per parlare di Diabete e non solo. “Gusto e Diabete”. E’ questo il titolo dell’innovativa iniziativa organizzata ad Alcamo dal Kiwanis Club e dell’ADA (Associazione Diabetici Alcamese) per informare e sensibilizzare sul diabete e per imparare a conoscere tutti gli aspetti della prevenzione. La Prof.ssa Carla Giordano, è professore ordinario presso UOC di endocrinologia AOUPoliclinico “P.Giaccone” di Palermo presenterà gli aspetti irrinunciabili per una sana alimentazione della persona con Diabete evidenziando le criticità di questa patologia, il concetto di counting dei carboidrati sarà a cura della Dott.ssa Felicia Pantò, Dirigente medico presso UOC di endocrinologia AOUPoliclinico “P.Giaccone” di Palermo, l’intervento che riguarda la salute e chimica del cibo sarà curato da Dott. Gianfranco Pipitone, Biologo Nutrizionista di provata esperienza, il clou dell’evento, destinato alle famiglie e ai bambini in particolare, sarà a cura del Maestro di cucina Chef Gioacchino Trapani, docente presso la scuola di cucina “Città del gusto” del Gambero Rosso con sede a Palermo presso il Palazzo “Branciforti”. Il convegno, ed è questa la novità, non sarà imperniato soltanto sugli interventi degli esperti ma assisteremo ad un vero e proprio “ show cooking”. Solo per stimolare la fantasia e le papille gustative vi scriviamo i nomi delle 3 ricette che il nostro Chef  si diletterà a preparare. Un primo piatto: Busiati di tumminia al ferro con pesto di rucola, pistacchi e datterino conti. Un secondo: Fricassea di pollo e carciofi al curry su croccante di cavolo rosso. Un dolce: Crumble all’olio con crema al limone e mele alla cannella. La conferenza sarà introdotta dai presidenti delle Associazioni promotrici dell’iniziativa ed è patrocinata dalla Federazione Diabete Sicilia.

L’appuntamento è per domani pomeriggio, presso il Grand Hotel “La Batia” a partire dalle ore 18. Il maestro chef Gioacchino Trapani arricchirà la serata preparando pietanze con suggerimenti utili (ingredienti e dosaggi) a chi vive con il diabete e a chi vuole rispettare un’alimentazione sana equilibrata e gustosa .

Dopo l’evento saranno pubblicate le ricette! con i relativi video. by Giacomo Trapani

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